Teatro integrato dell’emozione” è un progetto di ricerca sostenuto dal MIUR e promosso dall’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” nell’ambito delle iniziative “ZeroINdifferenza” per una Università sostenibile e inclusiva, in collaborazione con l’Associazione Teatro Patologico.

Il progetto, strutturato in un corso sperimentale di formazione, è dedicato alle persone con diverse abilità fisiche e psichiche di diverso grado, e ha lo scopo di dare una validazione scientifica formale dei metodi innovativi di Teatro Terapia (Teatro Patologia).
Giunto alla sua seconda edizione, il corso ha riscontrato vasto interesse e grande apprezzamento per il grande contenuto di innovatività (anche dal punto di vista sociale) e per gli importanti risultati ottenuti sia sul versante della formazione che della ricerca. Non solo: l’emozione dispiega tutti i suoi poteri terapeutici con l’atto finale del percorso. La sperimentazione innovativa si chiude infatti con la vera e propria messa in scena di una particolarissima pièce: dal 23 e 24 settembre, al Teatro Quirino di Roma, Dario D’Ambrosi e il suo Teatro Patologico porteranno in scena la loro “speciale” versione della “Medea” di Euripide.

Abbiamo creduto sin dal principio in questo progetto rivoluzionario – ha dichiarato il Rettore di “Tor Vergata” Giuseppe Novelli – e lo abbiamo voluto sostenere fortemente.
Con questa e altre iniziative, intendiamo orientare la nostra Terza missione in una direzione straordinaria, in linea con la mission di sviluppo sostenibile adottata dall’Ateneo, che punta il proprio obiettivo sull’innovazione sociale e coniuga ricerca, formazione e esperienza sul campo.
Siamo orgogliosi di essere un Ateneo a “ZeroINdifferenza”, come testimonia il ciclo di iniziative che stiamo promuovendo a favore di una società capace di offrire opportunità per tutti. È questa per noi l’università ‘positiva’, un’università aperta, sostenibile e inclusiva”.
Il percorso formativo sperimentale è stato rivolto a giovani diplomati con disturbi fisici e mentali di diversa entità e ha consentito ai partecipanti – attraverso un contesto protetto e rassicurante, grazie l’ausilio di personale specializzato – di integrarsi nel mondo teatrale e, di qui, nella società, anche offrendo un supporto psicologico diretto ai familiari. Le attività di ricerca svolte “sul campo” in abbinamento al corso di formazione hanno, inoltre, rappresentato una preziosa esperienza formativa per studenti e specializzandi della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo “Tor Vergata”, anche diretta alla preparazione di operatori esperti nel campo della riabilitazione neuropsichiatrica.

Il progetto è particolarmente innovativo perché frutto dell’unione fra la trentennale esperienza dell’Associazione Teatro Patologico e le attività di ricerca svolte in ambito neuropsichiatrico dall’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, e coordinate da Alberto Siracusano (Direttore Dipartimento di Medicina dei sistemi).
L’équipe di ricerca coordinata da Siracusano, Direttore Dipartimento di Medicina dei sistemi dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, supporta le attività monitorando il percorso didattico-laboratoriale e predisponendo un’indagine approfondita, finalizzata alla elaborazione di protocolli terapeutici preliminari.

Ampio il consenso anche da parte delle istituzioni, come emerge dalle parole della sindaca Virginia Raggi, che ha ospitato in Campidoglio la presentazione dello spettacolo “Medea”: “Il Teatro Patologico è un luogo speciale perché a salire sul palco sono attori con disabilità e artisti affermati. Un’esperienza unica al mondo grazie ad un metodo innovativo: qui si incontrano il teatro e le disabilità consentendo il dialogo tra docenti, allievi, assistenti sociali e operatori sociali.
Il prossimo 4 dicembre 2017 i ragazzi dell’Associazione Teatro Patologico di Roma si esibiranno al Palazzo delle Nazioni Unite a New York. È un motivo di grande orgoglio per la città”.

Fonte: Adnkronos