La gioventù di Francesco d’Assisi fu segnata e rivoluzionata dall’incontro con la malattia. Sappiamo che la vita del poverello d’Assisi prima di incontrare Dio era divertimento e svago. Diventare cavaliere era il suo più grande desiderio, ma a Spoleto, Francesco, incontrò il primo ostacolo del suo cammino: la febbre, questo lo costrinse a tornare nella sua città e non partire per la guerra. Nella notte a Spoleto Francesco intese che il Signore gli chiedeva: “chi può esserti più utile, il servo o il padrone?”. E da qui poi nasce l’incontro con Dio e il suo cammino verso la povertà e i più deboli.

Padre Francesco Piloni, frate francescano – responsabile del Servizio Orientamento Giovani di Assisi, ha fatto una bella riflessione proprio sulla vita del poverello, dopo la sua conversione, quando c’è stato l’incontro con la malattia:

Interessante è il viaggio che fa fare Dio a Francesco, al giovane narcisista, centrato su di sé. Questo giovane lontano da Dio si imbatté nel dolore umano, nella fragilità. Scrive nel Testamento: “Quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra di loro e feci misericordia con essi. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo. E in seguito, stetti un poco e uscì dal secolo”.
La trasformazione ha inizio proprio con lo scontro duro con la sofferenza, la fragilità, il limite. Non degli altri, ma quella di Francesco stesso.

Dalla fragilità di Francesco, dal suo limite, possiamo capire cosa possono fare i giovani oggi.
Nel loro cuore c’è un desiderio “grande”, i ragazzi e le ragazze hanno la voglia di mettersi in gioco… spesso, però, vengono sminuiti e gli viene tolta quella forza che solo i giovani hanno.

Svegliate il mondo! Con queste parole, il Papa Francesco invitava nel novembre 2014 i nostri Superiori maggiori ad stare in questo mondo a testa alta, nella posizione dei risorti, forti del kerygma che ci ha trafitto il cuore (At 2,37) e messo in cammino dietro al Risorto. La morte è stata vinta, l’amore di Dio ha vinto! Forti del Kerygma significa avere la Persona di Gesù dentro di noi. Lui solo ha vinto la morte e nessun altro!
La Bibbia ha un cuore, il Vangelo! E il Vangelo ha un cuore, la passione di Gesù; la passione di Gesù ha un cuore, la Sua morte e Risurrezione.
Svegliate il mondo! Un anno prima, il dono della Evangelii Gaudium, la gioia di annunciare il Vangelo.

Diciamolo subito; possiamo svegliare il mondo solo se siamo svegli noi. Solo se ci abita la vita di Cristo, la vita nuova che Lui è venuto a portarci. La vita che è nata dalla Pasqua di Cristo!
Comprati a caro prezzo, tu vali il Sangue di Cristo! E Dio è morto per te quando ancora eri nel peccato: non per merito ma per grazia tu sei qui, oggi!

Per la riflessione integrale “I giovani, San Francesco e la malattia” di Padre Francesco Piloni, clicca qui.