Papa Francesco, lo scorso venerdì (25 maggio 2018) si è recato in visita all’Istituto comprensivo “Elisa Scala”, scuola statale nell’estrema periferia Sud-Est della capitale tra la Borgata Finocchio e la Borghesiana, nel nostro settore.
L’evento rientra nei “Venerdì della Misericordia”, iniziativa intrapresa dal Papa per l’Anno giubilare, e «stanno continuando ancora periodicamente con le visite a sorpresa del Santo Padre», lo ha fatto affermato l’arcivescovo S.E. Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, che accompagna il pontefice proprio in queste sue uscite e visite pastorali.

Protagonisti del futuro

Tra lo stupore e la gioia incontenibile di tutti, al suo arrivo a sorpresa, Papa Francesco è stato accolto dalla dirigente scolastica, Claudia Gentili, e da oltre 200 ragazzi, presenti per partecipare alla manifestazione “NOI… PROTAGONISTI!”. L’evento, reso unico da questo ospite illustre, è frutto di cinque mesi di preparazione, e ha offerto agli studenti l’occasione di cimentarsi nelle più svariate discipline artistiche, sportive e teatrali.

“Quando lo abbiamo visto arrivare – questa figura bianca sotto il sole – la reazione è stata di incredulità e di grande emozione”: sottolinea commossa Claudia Gentili.
“Gli stessi ragazzi e i genitori presenti – aggiunge – non riuscivano a credere ai loro occhi”.

La scuola come luogo di incontro, crescita e formazione

Ancora una volta nelle periferie. Papa Francesco mette l’accento sul ruolo della scuola, precisando, come ricorda la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Elisa Scala”, che deve essere un “luogo di incontro, crescita e formazione. Una frase che il Pontefice fa ripetere ai ragazzi per cinque volte.

“In un quartiere così isolato – prosegue Claudia Gentili – così lontano, davvero alla periferia del mondo, siamo gli unici a essere un punto di riferimento per questi ragazzi”. Un incontro, dunque, che lascia “tanta forza” a tutti, agli insegnanti, ai genitori, per continuare a costruire “insieme” una scuola tale da permettere ai ragazzi di crescere “secondo i valori della legalità, del rispetto, dell’onestà”.

La “Biblioteca di Elisa”

La piccola Elisa Scala, scomparsa all’età di 11 anni per una leucemia fulminante

La storia della scuola, dall’ottobre del 2015, è legata a quella della famiglia Scala, la cui figlia, la piccola Elisa, che frequentava la prima media all’allora Istituto comprensivo di Via Motta Camastra, è venuta a mancare tragicamente per una leucemia fulminante all’età di 11 anni.
Elisa era una bambina molto vivace e determinata e parlava spesso col papà e la mamma della sua passione per libri e biblioteche. Quando è mancata, è stato un desiderio naturale dei genitori di proporre alla scuola un progetto per realizzare il suo sogno: una sala per i libri che potesse essere frequentata da tutti i ragazzi.
Pochi mesi dopo, nel dicembre 2015, è nata la biblioteca di Elisa, uno spazio da “riempire di libri”. Successivamente è seguito il lancio dell’iniziativa “Dona un libro per Elisa”, da parte di papà Giorgio e mamma Maria, rivolta a chiunque volesse contribuire con una piccola donazione di libri alla “Biblioteca di Elisa”. I testi raccolti sono stati migliaia, in diverse lingue, e tutti con una dedica ad Elisa. Oggi se ne contano più di ventimila, spediti da tutte le regioni d’Italia, dall’Europa e persino dall’Australia, tanto da entrare nel circuito delle biblioteche comunali di Roma.

L’Istituto, soltanto pochi mesi fa, ha avuto il via libera dal Comune di Roma e dal Ministero della pubblica istruzione per intitolare la scuola alla piccola Elisa.
Nel corso della visita, Papa Bergoglio ha incontrato i genitori di Elisa, che con commozione gli hanno mostrato i locali della biblioteca. Il Pontefice ha donato alcuni volumi alla biblioteca, tutti con una dedica ad Elisa.

Fonte dell’articolo: Vatican News

Fotografie della visita di Papa Francesco all’I.C. “Elisa Scala”

Servizio di TV2000 sulla visita del Papa

Servizio di Tg2000 con le interviste a Giorgio Scala, papà di Elisa e Claudia Gentili, Dirigente scolastico

Le parole e le emozioni del Dirigente Scolastico Claudia Gentili:

Carissimi tutti,
sento il bisogno di riordinare le emozioni incredibili che la visita di Papa Francesco ha suscitato in tutti noi nel pomeriggio di Venerdì 25 Maggio 2018 presso la sede centrale.
E’ un sogno che ho visto realizzarsi sotto i miei occhi increduli, dopo aver invitato Sua Santità per la festa dell’intitolazione svoltasi il 24 Marzo scorso. L’invito, che coincideva con la giornata che precedeva la Domenica delle Palme, non ha avuto alcun riscontro per i numerosi impegni del Papa ma non ho mai smesso di “sognare”.

Ieri…la sorpresa…il blitz; eh sì, perché grazie anche all’intervento di Monsignor Fisichella che, nella giornata di Mercoledì 23 u.s. è tornato a portare i libri alla Biblioteca di Elisa, nonché alla lettera consegnata dalla nostra alunna di classe 1^ di Motta Camastra proprio ieri mattina, in udienza, nelle mani del Papa, è avvenuto il miracolo.

Sono stata chiamata improvvisamente dai collaboratori scolastici durante lo svolgimento dello spettacolo, verso le ore 16.30, dell’arrivo di Monsignor Fisichella il quale mi aveva espresso il desiderio di tornare ancora una volta da noi e stare con i ragazzi in occasione della manifestazione “NOI…PROTAGONISTI” organizzata dal prof. Monticelli.
Quando mi sono recata in portineria per accoglierlo, l’ho immediatamente invitato a prendere parte alla conviviale e gioiosa kermesse che si stava svolgendo.

Ma…è stato a quel punto, che a voce bassa, quasi a non voler farsi ascoltare da nessuno, che mi dice: «Preside, è pronta? Sta per arrivare SUA SANTITÀ!!».
No! Non era possibile! Lì, in quel momento: non avevo predisposto nulla!
Ma monsignor Fisichella, cercando di calmarmi, tiene a precisare: «Il Papa vuole fare una sorpresa. Non deve dire nulla fino al suo arrivo».
Sentivo il cuore scoppiare…ma poi sono scoppiata a piangere. Io, donna piccola piccola, Dirigente Scolastico dell’estrema periferia di Roma, ero lì, quasi impaurita, confortata da Patrizia Pignanelli e dalla sig.ra Pina, le mie collaboratrici presenti in quel momento. Le uniche a cui mi è stato concesso di rivelare quello che stava per accadere.

Ma era tutto vero perché da lontano ho cominciato ad intravvedere una figura bianca che si avvicinava all’entrata della scuola.
«Sua Santità, benvenuto alla periferia del mondo!!».
E il Papa, simpaticamente e prontamente, ha risposto: «Preside, abbiamo impiegato ben 55 minuti ad arrivare».
Siamo scoppiati in una vera risata, ben comprendendo, non solo la distanza dal vaticano, ma anche le buche delle strade di Roma ed il traffico tipico della settimana lavorativa che volge al termine.
Il saluto a Giorgio Scala, commosso.

E, da ora in poi, posso solo narrare la semplicità di Papa Francesco che saluta le nostri collaboratrici scolastiche, il suo sorriso accogliente e le sue carezze agli alunni.
Le prime urla dei ragazzi che sostavano lungo il corridoio in attesa di esibirsi davanti ai loro genitori.
L’entrata nell’auditorium lascia tutti di stucco: ci sono voluti alcuni secondi prima che si realizzasse che tutto quello che stava accadendo fosse vero.
E lo stupore di Andrea de Carolis, alunno della classe 3^A, esprime bene questa incredulità: «Preside, ma è il Papa o una copia?!». Qualcuno, infatti, ha pensato che fosse un travestimento che faceva parte dello spettacolo.

Anche quando Sua Santità ha invitato i ragazzi e le ragazze a rivolgergli delle domande…orbene…gli stessi erano ammutoliti.

Vorrei soffermarmi sul messaggio cristiano ma, allo stesso tempo, fortemente educativo e pedagogico, che Papa Francesco ci ha lasciato: «La scuola è luogo di INCONTRO, CRESCITA e FORMAZIONE».
Una frase che il Pontefice fa ripetere ai ragazzi ben cinque volte. Lo fa urlare!
L’ho urlato anch’io con tutta la voce che avevo. Perché voglio credere, insieme con tutti i docenti, che la scuola affianchi al compito dell’insegnare ad apprendere quello dell’insegnare ad essere. Abbiamo il dovere di crederlo ogni giorno, anche quando il nostro ottimismo, per svariate ragioni, si spegne.

Non dimenticherò l’abbraccio del Papa a Giorgio e Maria Scala, il cui dolore per la perdita di Elisa, ha affievolito la loro fede. Ma Giorgio stesso, rivolgendosi a Sua Santità, ha detto: «Ho perso una figlia e non ho più voluto credere. Ma la sua presenza, oggi, qui, è per me speranza e vera fede!».
Personalmente, quando invitai Sua Santità, desideravo che la sua presenza potesse almeno alleviare la sofferenza senza fine di questi genitori.
Le foto e i video possono testimoniare all’infinito e per sempre quei momenti indimenticabili.

Non volevamo lasciarlo andare: avrei voluto offrirgli un caffè…come fa una buona padrona di casa, avrei voluto stringerlo ancora. Ma lui doveva far ritorno a Casa Marta.

Ieri era il Venerdì della Misericordia: e il papa ha scelto la nostra scuola!
Cos’è la MISERICORDIA? Il dizionario riporta: “Nobile sentimento di compassione attiva verso l’infelicità altrui, di solito promosso da una virtuosa inclinazione alla pietà o al perdono”.
Direi che è la storia dell’uomo che spesso sbaglia e di Dio che sempre lo accoglie col suo perdono. «Dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia», dice l’apostolo Paolo. Non a caso usa «sovrabbondare» per sottolineare che la misericordia di Dio è infinitamente più grande della misura che servirebbe per perdonare la colpa.

La visita del Papa, oltre a significare una giornata storica ed indimenticabile, è stata, per tutti noi, anche un momento di riflessione: la misericordia ci insegna anche a perdonare chi sbaglia.
Nel salutare Sua Santità, ho augurato buon viaggio di ritorno di 55 minuti ma, ancora una volta, simpaticamente, lui ha risposto:
«Eh no cara Preside, adesso impiegheremo 50 minuti per ritornare a Casa Marta!»

GRAZIE dolce Papa Francesco!

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