All’inizio del nuovo anno pastorale (2018 – 2019), il cardinale vicario Angelo De Donatis incontra il clero della diocesi di Roma per presentare il progetto pastorale diocesano.

Il primo appuntamento è per lunedì 17 settembre alle ore 10.00, nella basilica di San Giovanni in Laterano dove il vicario incontrerà tutto il clero che opera all’interno della città.

Nei giorni successivi il porporato incontrerà le diverse comunità parrocchiali, divise per settori:
martedì 18 settembre alle 19.00, per il settore Est sarà nella parrocchia di Ognissanti (via Appia Nuova, 244);
mercoledì 19 settembre alle 19.00, per il settore Sud, si sposterà al Santuario del Divino Amore;
giovedì 20 settembre alle 18.30, per il settore Ovest sarà a San Giuseppe al Trionfale (via Bernardino Telesio, 4/b);
lunedì 24 settembre alle 18.30, per il settore Centro, assemblea nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme (piazza omonima);
martedì 25 settembre alle 19.00, per il settore Nord appuntamento a San Lorenzo fuori le Mura (piazzale del Verano, 3).

I colloqui concluderanno idealmente il percorso iniziato il 14 maggio scorso con l’assemblea diocesana a cui è intervenuto Papa Francesco.
In quell’occasione il Santo Padre si soffermò sulle “malattie spirituali”, su cui nelle parrocchie della diocesi di Roma si era riflettuto a partire dalla Quaresima.
Un percorso lungo e articolato, dunque, come il cardinale vicario ha sottolineato nella lettera di invito all’incontro di lunedì 17, mandata ai sacerdoti della diocesi lo scorso 25 giugno.

«Dopo l’incontro gioioso con il Santo Padre del 14 maggio scorso, sento il desiderio di proporti di fermarci un po’ per meditare insieme il discorso fatto da Papa Francesco – si legge nella missiva –.

È un discorso molto bello, ricchissimo di spunti, che vuole orientare il cammino della Chiesa di Roma per i prossimi anni, ispirandosi all’Esodo biblico.
Come passare dalla schiavitù legata alle malattie alla libertà dei figli?
Come passare dalla condizione di non-popolo a quella di popolo di Dio?
La verifica delle nostre malattie non puntava solo a farci fare “l’esame di coscienza”, ma a suscitare una comunione nuova tra di noi: uniti nella debolezza, uniti soprattutto nella comune esperienza della misericordia».
E ancora: «La verifica delle nostre malattie non puntava solo a farci fare “l’esame di coscienza”, ma a suscitare una comunione nuova tra di noi: uniti nella debolezza, uniti soprattutto nella comune esperienza della misericordia.
Meditare insieme questo testo del Papa ci aiuterà molto».

Fonte: Diocesi di Roma