Venerdì 21 settembre, nel giorno in cui avrebbe festeggiato i dieci anni di matrimonio con il suo Enrico Petrillo, si aprirà la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione di Chiara Corbella Petrillo.
Il cardinale vicario Angelo De Donatis, a mezzogiorno, presiederà il rito, che si terrà eccezionalmente nella basilica di San Giovanni in Laterano, poiché si attengono centinaia di partecipanti.
Saranno presenti il postulatore padre Romano Gambalunga nonché i membri del Tribunale diocesano che istruiranno l’inchiesta: il delegato episcopale monsignor Giuseppe D’Alonzo, il promotore di giustizia don Giorgio Ciucci, il notaio attuario Marcello Terramani e il notaio aggiunto Giancarlo Bracchi. Durante la mattinata sarà distribuita la preghiera in cui si chiede l’intercessione della Serva di Dio autorizzata dalla Chiesa.
Alle 16 verrà celebrata una Messa nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura.

L’apertura della fase diocesana potrà essere seguita in diretta su Telepace (canale 73 o 214 del digitale terrestre a Roma e canale 515 di Sky; in streming su www.telepace.it), e sarà condivisa sul sito http://www.chiaracorbellapetrillo.it/ e sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/chiaracorbellapetrillo/.

Postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione è padre Gambalunga, carmelitano scalzo:

«La fama di santità è suscitata sempre dallo Spirito Santo – spiega –. C’è un disegno di Dio che ci indica questa persona, le sue vicende e il suo modo di affrontare la vita come possibile modello di ispirazione per i credenti. Da un punto di vista umano possiamo poi cercare di capire perché susciti questo interesse, questa simpatia e perché impatti la vita di tante persone, anche lontane dai confini del nostro Paese. Questo – prosegue il religioso – succede perché Chiara era una ragazza normale, piena di interessi, amava viaggiare, suonava il violino e il pianoforte. Aveva avuto un fidanzamento come quelli di tutti, anche travagliato, fatto di mollarsi e riprendersi. Ma in tutto quello che lei vive, fin da bambina, grazie all’educazione profondamente cristiana, è sostenuta dalla preghiera. Nella sua storia personale risplende la luce del Vangelo, è Vangelo vissuto, vivente».

A cinque anni dalla morte della giovane madre viene fondata l’Associazione Chiara Corbella Petrillo per avviare e supportare la causa di beatificazione e canonizzazione.
Il rito di venerdì, per il presidente Massimiliano Modesti, significa «che la Chiesa riconosce ufficialmente Chiara come una buona compagna di viaggio verso il Cielo. Ora l’annuncio della Buona notizia, può trovare in lei ancora più di prima una strada preferenziale per raggiungere il cuore e la vita delle persone».

Fonte: Diocesi di Roma